ChatGPT, AI e ricerca generativa
Un assistente dice una cosa sbagliata su di te: cosa controllare prima di correggere
Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna
In breve: la reazione istintiva è discutere col programma. Non serve: quello che gli dici nella tua conversazione non cambia quello che risponderà a un'altra persona. Nella grande maggioranza dei casi l'errore non è stato inventato: è stato letto da qualche parte. Il lavoro è trovare quel «da qualche parte».
Prima: non è quasi mai un'invenzione
Quando un assistente dice una cosa sbagliata su un'attività, la spiegazione più comune non è che se la sia inventata.
Le tre cause vere, in ordine di frequenza:
- Ha letto un'informazione vecchia — una pagina non aggiornata, un profilo abbandonato, un annuncio di tre anni fa.
- Ha letto fonti che si contraddicono e ne ha scelta una.
- Ti ha confuso con qualcun altro — nome simile, stessa zona, stesso settore.
Tutte e tre si affrontano fuori dalla conversazione, sulle fonti. Ed è il motivo per cui rispondere al programma «no, non è così» non produce niente di duraturo.
Il procedimento, in ordine
1. Salva la risposta, com'è
Copia il testo, la data e la domanda esatta. Serve per il confronto dopo, e serve per non ricordare male.
2. Isola l'affermazione sbagliata
Non «tutto». Quale frase è falsa. Spesso la risposta contiene nove cose giuste e una sbagliata, e quella sbagliata ha una sola origine.
3. Chiedi la fonte
Se il sistema può indicare da dove ha preso quell'informazione, chiediglielo. Non sempre risponde, e quando risponde è la scorciatoia più veloce che esista.
4. Cerca quell'informazione nel mondo
Cerca la frase sbagliata, o il dato sbagliato, come se dovessi verificarla. Molto spesso salta fuori una pagina che dice davvero quella cosa — tua, o di qualcun altro.
5. Correggi alla fonte
Se è tua, si corregge. Se è di altri, si chiede la correzione. Se non si può, si rafforzano le fonti che controlli, così quella pesa meno.
6. Rifai la domanda, dopo
Non il giorno dopo: dai tempo. E confronta con quello che avevi salvato al punto 1.
Perché la coerenza è la cura, non la smentita
Google dichiara di raccogliere le informazioni sulle attività da più fonti — contenuti pubblici, dati di terze parti, contributi degli utenti e informazioni dei proprietari. Fonte: Google — da dove arrivano le informazioni sulle attività locali
Se cinque fonti diciamono la cosa giusta e una la cosa sbagliata, l'errore diventa improbabile. Se due dicono una cosa e due un'altra, l'errore diventa una coincidenza in attesa di capitare.
Non si smentisce un'informazione sbagliata: la si rende minoritaria.
Il caso più antipatico: ti confonde con un altro
Succede quando c'è un'attività con nome simile, magari nella stessa zona o nello stesso settore.
Qui non c'è niente da correggere, perché nessuna fonte è sbagliata: sono due entità che si somigliano. L'unica strada è rendere più distinguibile la tua: nome sempre uguale, mestiere accanto al nome, zona dichiarata, un sito che dice chiaramente chi sei.
È lento e non è spettacolare, ed è l'unica cosa che funziona.
Cosa non fare
- Discutere col programma aspettandosi che cambi per tutti.
- Correggere il sito a caso senza aver capito da dove arriva l'errore.
- Cambiare come descrivi l'attività per inseguire una risposta: si finisce per adattare l'azienda a un output che cambierà comunque.
- Prendere una risposta sola per un verdetto. Prima di muoversi, si rifà la domanda in modi diversi.
Cosa fare oggi, in dieci minuti
- Fai una domanda su di te e salva la risposta con la data.
- Segna la frase sbagliata, se c'è.
- Cerca quella frase come se dovessi verificarla: dove salta fuori?
- Controlla se esiste una pagina vecchia tua che dice ancora quella cosa.
- Se non trovi nessuna fonte, controlla se esiste un'attività con nome simile.
Domande frequenti
Posso far correggere l'errore direttamente al servizio? Alcuni offrono un modo per segnalare contenuti problematici, e vale la pena usarlo. Ma il rimedio strutturale resta lo stesso: correggere l'informazione pubblica da cui l'errore può nascere.
Quanto tempo ci vuole perché cambi? Non è prevedibile, e chi ti dà una tempistica sta indovinando. Dipende da quando le fonti vengono riviste. Per questo conta salvare la data: è l'unico modo per accorgersi che è cambiato.
Se l'errore è grave, cosa faccio? Se un'informazione falsa ti danneggia in modo serio, la strada non è tecnica ma legale, e va valutata con chi di competenza. Quello che si può fare in parallelo è togliere ogni fonte pubblica che possa averla alimentata.
Dove questo controllo si ferma. Una risposta non è un verdetto. Gli assistenti cambiano risposta con la formulazione, col giorno e col sistema: per capire se c'è un problema vero servono più domande, ripetute nel tempo e su strumenti diversi, e poi lette insieme. Una prova sola dice come è andata quella volta.
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