Approfondimenti

Quello che sulla prima pagina non ci stava.

La pagina principale deve fare una cosa sola: farti capire se ha senso che io guardi la tua attività. Qui trovi il resto.

Il percorso che analizzo. Le domande che mi fanno più spesso. Il dietro le quinte del lavoro. E alcuni dati che spiegano perché oggi vale la pena guardare cosa trova davvero chi ti cerca.
Leggi quello che ti interessa.

Cinquantasei articoli, raggruppati per argomento. Ognuno risponde a una domanda e finisce con un controllo che puoi fare oggi.

Google, Maps e presenza locale

8 articoli

Non cercare il tuo nome: il controllo che fa vedere cosa trova chi non ti conosceCercare il proprio nome misura una cosa sola, e non è quella che serve. Il controllo giusto parte da quello che vendi, e dice dove ti perdi. Non compari su Maps: prima di dire «serve la SEO», separa le tre causePertinenza, distanza ed evidenza sono tre problemi diversi e chiedono tre lavori diversi. Come capire quale dei tre hai, prima di spendere. Google Business Profile: cosa controllare davvero nella scheda della tua attivitàLa scheda Google della tua attività risponde alle domande che si fa un cliente prima di venire? Il controllo in otto punti, in ordine di gravità. Ti trovano e scelgono il vicino: il confronto dura meno di un minutoEssere visibili non basta. Quando due schede sono aperte insieme, vince quella che chiede meno fatica mentale. Cosa guarda davvero chi confronta. La categoria su Google non è una parola chiave: è una dichiarazioneScegliere la categoria più cercata invece di quella più vera è l'errore fatto con le migliori intenzioni. Come si sceglie, e perché escludere funziona. Orari, telefono, foto: le informazioni piccole che fanno il danno grandeUn orario sbagliato non fa perdere un indeciso: fa arrivare un cliente deciso davanti a una porta chiusa. I quattro controlli, in ordine di gravità. Quante recensioni servono? La domanda giusta è un'altraNon esiste un numero magico, ma esistono soglie di comportamento. Cosa guarda davvero chi legge: quantità, freschezza, contenuto e risposte. Rispondere alle recensioni: la risposta non è per chi l'ha scrittaChi ha scritto la recensione ha già vissuto l'esperienza. La risposta la legge chi deve ancora scegliere. Come si scrive, anche quando la recensione è brutta.

Il tuo settore

10 articoli

Ristoranti: cosa trova chi deve decidere stasera dove mangiareChi cerca un ristorante decide in fretta e con poche informazioni. Ecco cosa guarda davvero, in che ordine, e dove il percorso si rompe più spesso. Artigiani: il passaparola non arriva su Google, e chi ti cerca lì non sa chi seiChi ti trova online non conosce la tua reputazione. Deve capire in pochi passaggi cosa fai, se lo fai dove serve a lui, e se sei uno serio. Cosa controllare. Studi professionali: cosa controlla un cliente prima di affidarti un incaricoPrima di affidare un incarico importante, un cliente ti cerca. Cosa guarda, in che ordine, e perché il rischio che deve superare non è il prezzo. PMI B2B: il cliente si informa prima di chiamarti, e tu non lo vediNel B2B la ricerca online precede la telefonata e il commerciale. Cosa deve capire un buyer prima di chiedere un preventivo, e dove si ferma. Negozi: prima di pagare per portare gente, guarda dove la stai portandoFare pubblicità verso una presenza incompleta amplifica il problema. Cosa controlla chi decide se venire nel tuo negozio, e cosa sistemare prima di spendere. Cliniche e studi sanitari: chi ti cerca è preoccupato, e legge tutto al contrarioIn sanità chi cerca non confronta prezzi: cerca di non sbagliare. Cosa guarda, perché i superlativi peggiorano le cose, e cosa dovrebbe trovare. Concessionari: quando arriva in salone ha già deciso quasi tuttoChi entra in concessionaria ha già confrontato modelli, prezzi e recensioni. Cosa ha guardato prima, e cosa deve trovare per arrivare fin lì. Parrucchieri e saloni: sceglie guardando, e quello che cerca è il risultatoChi cerca un salone deve immaginare come uscirà. Cosa guarda davvero, perché le foto contano più delle parole, e dove si perde la prenotazione. Hotel e B&B: chi prenota sta comprando un posto in cui non è mai statoPrenotare significa fidarsi di foto e parole. Cosa guarda un ospite prima di decidere, quali dubbi lo fermano, e dove si perde una prenotazione già quasi fatta. Hai appena aperto: cosa mettere a posto online, e in che ordineQuando apri hai cento cose da fare e nessuna reputazione online. Cosa serve davvero il primo mese, cosa può aspettare, e su cosa è presto per spendere.

Come funziona la ricerca

9 articoli

Nome, indirizzo e telefono: se ogni fonte dice una cosa diversa, il cliente non sceglieQuando sito, scheda e directory raccontano dati diversi, chi legge non pensa «che disordine»: pensa che una sia sbagliata, e non sa quale. Come mettere ordine. Pagine locali: quando una città merita una pagina sua, e quando è solo una copiaUna pagina per ogni città cambiando solo il nome non è strategia: è duplicazione. La prova per capire se una pagina locale ha ragione di esistere. Contenuti locali: la prova del taglia e incollaUn articolo locale non è un articolo generico con la città aggiunta venti volte. Come si capisce se il territorio è dentro davvero, in una prova sola. Backlink locali: la domanda giusta non è quanti, è chiUn collegamento non vale perché esiste. Quali hanno senso per un'attività locale, dove nascono davvero, e perché comprarli non porta niente. Search Console: le tre cose da guardare, se non fai questo di mestiereSearch Console sembra roba da tecnici. Risponde a una domanda semplice: per quali ricerche Google ti mostra, e cosa succede dopo. Cosa guardare. Le parole che usa il cliente non sono quelle che usi tuLa parola più cercata non è quella che porta i clienti giusti. Come si trova quella che conta partendo dal problema, e perché il volume è l'ultimo criterio. Quando due pagine del tuo sito si fanno concorrenza fra loroDue pagine sulla stessa domanda non raddoppiano le probabilità: se le tolgono a vicenda. Come si riconosce, e cosa fare invece di tenerle entrambe. I collegamenti dentro il sito: dove mandi chi ha appena finito di leggereUn link interno non serve a Google: serve a chi ha finito una pagina e ha una domanda nuova. Come si decide dove mandarlo, e perché quasi nessuno lo fa. Dati strutturati: cosa sono davvero, e cosa non fannoI dati strutturati non sono un pulsante per salire su Google. Sono un modo di dichiarare cosa c'è in una pagina — e vanno bene solo se dicono la verità.

Sito, esperienza e conversione

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Il test dei cinque minuti: il tuo sito fa capire, o fa solo bella figura?Cinque minuti, dal telefono, come un cliente che non ti conosce. Cosa controllare a ogni minuto, e come si legge il risultato. I primi secondi sul sito: cerca orientamento, non informazioniChi arriva non legge: cerca di capire se è nel posto giusto. Le quattro domande che si fa, in ordine, e come si controlla se la pagina risponde. Un sito può vincere il premio estetico e perdere il clienteI quattro modi in cui un sito bello fallisce, come si trova quello che ti riguarda, e perché quasi mai la risposta è rifarlo tutto. Il contatto è la fine del percorso, non l'inizioQuando arriva la telefonata è già successo quasi tutto. I cinque passaggi che vengono prima, e dove si perde un cliente in ognuno. Sette segnali che stai perdendo clienti, e come si mettono in ordineIl problema più difficile da vedere è quello che non lascia traccia. Sette segnali da controllare, e i quattro livelli di gravità per sapere da dove partire. La homepage non deve spiegare tutto: deve far capire una cosa solaUna homepage che vuole dire tutto non dice niente. Cosa deve far capire davvero, in che ordine, e cosa va spostato altrove. Il sito dal telefono: il controllo da fare con una mano solaIl telefono non è un computer piccolo. Il controllo pratico da fare con una mano, in piedi, con la rete lenta — cioè come lo usa davvero un cliente. Cosa scrivere su un pulsante, perché chi lo guarda sappia cosa succede dopo«Scopri di più» non dice niente. Un pulsante deve dire cosa succede dopo il clic, e la pagina dopo deve mantenerlo. Come si scrive, e come si controlla. Il modulo chiede troppo: ogni campo è una richiesta di fiduciaOgni campo in più è una persona in meno. Quali servono davvero per cominciare una conversazione, e come si scrive un modulo che non sembra un questionario. Velocità del sito: le tre misure, e perché «a me va veloce» non contaLe tre misure ufficiali con le soglie vere, come si leggono senza essere tecnici, e perché la prova sul proprio telefono non dice niente. Fiducia online: i segnali che un cliente controlla senza dirteloNessuno pensa «sto valutando l'affidabilità». Guarda alcune cose e decide. Quali sono, e perché la loro assenza pesa più della loro presenza. Quanto costa un sito? Perché un numero da solo non ti fa scegliereTre preventivi molto diversi possono essere tutti onesti. Cosa fa la differenza, quali domande rendono confrontabili le proposte, e cosa resta tuo. Le recensioni sul sito: come si usano senza farle sembrare finteTre «bravissimi» in una fila che scorre non convincono nessuno. Come si scelgono, dove si mettono, e perché una tiepida può valere più di una entusiasta. Quando qualcuno cerca il tuo nome: è l'ultimo controllo prima di contattartiChi cerca il tuo nome ti conosce già e sta cercando conferme. Cosa trova, perché quella schermata pesa più della homepage, e cosa la rovina.

ChatGPT, AI e ricerca generativa

15 articoli

La tua attività compare su ChatGPT? Il test da fare, senza suggerire la rispostaChiedere «chi è la mia azienda?» non misura niente. Ecco il test giusto, cosa annotare, e come leggere una risposta senza scambiarla per una classifica. Come fa un assistente a scegliere quali attività consigliareNon c'è una classifica dentro un modello. C'è quello che riesce a ricostruire su di te. Perché la coerenza conta più di qualunque tecnica. ChatGPT non nomina la tua attività: cosa controllare prima di pensare alla «SEO per l'AI»Non comparire in una risposta AI non è una penalizzazione. Sette controlli sulle informazioni pubbliche, in ordine, prima di cercare scorciatoie. Che immagine della tua azienda esce, se qualcuno chiede a un assistenteLa domanda non è «ci sono su ChatGPT», ma «che ritratto ne esce». Come si costruisce la scheda d'identità e come si confronta con la realtà. Dove viene cercata oggi un'attività locale: non c'è più un solo ingressoGoogle resta centrale, ma il percorso si è allargato: mappe, recensioni, sito, assistenti. Cosa cambia, e perché la coerenza conta più della presenza. Si può «entrare» nelle risposte di un assistente? Cosa controlli e cosa noLa linea che separa un lavoro serio da una promessa vuota. Da una parte quello su cui si può intervenire, dall'altra quello che nessuno controlla. AEO e GEO: cosa vogliono dire davvero, e perché non sono due lavori nuoviLe sigle spiegate senza gergo. Cosa descrivono davvero, perché la sigla da sola non significa niente, e qual è il lavoro che sta sotto a tutte e tre. Knowledge Panel e scheda dell'attività: due cose diverse, e una sola la controlliIl riquadro che compare accanto ai risultati non è la scheda Google. Cosa sono, da dove prendono le informazioni, e cosa puoi davvero correggere. Menzioni, citazioni e link: la differenza, e quale conta davveroTi possono nominare senza collegarti, o collegarti senza dire chi sei. Sono tre cose diverse con tre effetti diversi. Quale cercare, e in che ordine. Come un assistente arriva a parlare della tua attivitàNon c'è un elenco di aziende dentro un modello. C'è un percorso, e passa da fonti pubbliche. Capirlo dice esattamente su cosa si può lavorare e su cosa no. Un assistente dice una cosa sbagliata su di te: cosa controllare prima di correggereQuasi sempre l'errore non nasce dal modello: nasce da una fonte pubblica che dice davvero quella cosa. Come si trova, e cosa si corregge per primo. I sistemi non rispondono allo stesso modo: come si legge il confrontoLa stessa domanda dà risposte diverse su Google, ChatGPT e Gemini. Come si confrontano senza barare, e cosa dice davvero la differenza. Scrivere per le persone e farsi capire dai programmi: è lo stesso lavoroNon esiste una lingua «per l'AI». Quello che rende un testo chiaro a una persona lo rende leggibile anche a un sistema. Cosa fare, e cosa smettere di fare. Aggiornare un articolo: cambiare la data non lo rende aggiornatoUn aggiornamento serve quando cambia quello che il lettore può imparare. Quando conviene farlo, quando conviene lasciar stare, e cosa invecchia per primo. Il controllo completo della presenza online: e soprattutto, da dove si cominciaUn elenco di problemi non è un audit. Il valore sta nella priorità: cosa interrompe il percorso, cosa crea dubbio, cosa può aspettare.

I numeri del web

Non sono i miei numeri. Sono dati pubblicati da altri.

Questi dati non servono a dimostrarti che sono bravo. Servono a mostrare come sta cambiando il modo in cui le persone cercano e scelgono un’attività — e per questo trovi sempre la fonte. C’è però una distinzione che conta: questi sono dati di settore. I numeri della tua attività sono un’altra cosa, e quelli li guardo sul tuo caso.

45%

Quasi una persona su due ha chiesto a un’intelligenza artificiale un consiglio su un’attività locale nell’ultimo anno.

Un anno prima erano il 6%. Il più usato è ChatGPT, al 31%. Non vuol dire che l’intelligenza artificiale abbia sostituito Google: vuol dire che è entrata nel percorso di scelta.

Fonte: BrightLocal, Local Consumer Review Survey 20261.002 adulti negli Stati Uniti, panel rappresentativo

59,7%

Quasi sei ricerche Google su dieci, nell’Unione Europea, si sono chiuse senza nessun clic.

Era il 2024. Vuol dire che molte persone si fermano a quello che Google mostra dentro la pagina dei risultati. La tua presenza online, quindi, non è soltanto il tuo sito.

Fonte: SparkToro, 2024 Zero-Click Search StudyDati Datos (Semrush), da settembre 2022 a maggio 2024

72%

Il 72% dei consumatori usa Google per cercare informazioni su un’attività locale.

Fra i 18-24enni scende al 61%. Google non è l’unico posto in cui una persona può cercarti — ma ignorarlo non è una strategia.

Fonte: SOCi, Consumer Behavior Index 2024, riportato da BrightLocal

75%

Tre persone su quattro leggono sempre o regolarmente le recensioni.

Nel 2024 era il 75%, nel 2023 il 76%: non è una moda che passa. E le recensioni non servono soltanto a dare un voto — servono a rispondere a una domanda: che esperienza mi aspetta?

Un dato ancora più interessante L’88% dice che userebbe un’attività che risponde sia alle recensioni positive sia a quelle negative. Per un’attività che non risponde a nessuna recensione si scende al 47%.

Fonte: BrightLocal, Local Consumer Review Survey 2024

Quindi cosa significa?

Il cliente non aspetta di parlarti per iniziare a decidere.

E può decidere senza lasciarti nessun segnale.

È per questo che la prima domanda che ti facciamo non è:

«Cosa vuoi comprare?»

«Cosa trova davvero chi ti cerca?»

Vuoi vedere il tuo caso?

Il prossimo numero interessante è il tuo.

Non quello del settore. Il tuo.

Voglio vedere come sono messo

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