Sito, esperienza e conversione
Quando qualcuno cerca il tuo nome: è l'ultimo controllo prima di contattarti
Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna
In breve: chi cerca il tuo nome non ti sta scoprendo: ti sta verificando. Gliene ha parlato qualcuno, ha visto un tuo lavoro, ha ricevuto un preventivo. Quella schermata è l'ultimo controllo prima di decidere — e quasi nessuno l'ha mai guardata dall'esterno.
È il momento più vicino al sì, e il più trascurato
Ci si preoccupa molto di essere trovati da chi non conosce il nome. È giusto.
Ma c'è un altro momento, più vicino alla decisione: quando qualcuno il nome ce l'ha già e lo cerca per capire se fidarsi. In quel momento non sta valutando dieci opzioni: sta valutando te, e cerca conferme o crepe.
Quella persona arriva quasi sempre da un passaparola, da un biglietto da visita, da un preventivo ricevuto. È la più vicina a diventare cliente di tutte quelle che ti cercano, ed è quella per cui si fa meno lavoro.
Cosa trova, e non è solo il tuo sito
Cercando il tuo nome compaiono cose che non controlli: la scheda Google, vecchi profili, portali, articoli, elenchi.
Google dichiara di raccogliere le informazioni sulle attività da più fonti — contenuti pubblici, dati di terze parti, contributi degli utenti e informazioni dei proprietari. Fonte: Google — da dove arrivano le informazioni sulle attività locali
Vuol dire che quella schermata è un collage di cui il tuo sito è solo un pezzo. E il collage viene letto come un insieme: se un pezzo stona, stona tutto.
Le quattro cose che deve trovare
1. Il sito ufficiale, subito e riconoscibile
Deve essere evidente quale sia quello vero. Se sopra ci sono tre portali e il tuo sito è più in basso, chi cerca non conclude niente di buono.
2. Una scheda viva
Con orari giusti, foto recenti, recensioni con qualche risposta. Una scheda ferma da anni, in quel momento, fa la stessa impressione di una serranda abbassata.
3. Informazioni che combaciano
Stesso nome, stesso indirizzo, stesso numero ovunque. È qui che l'incoerenza fa il danno peggiore, perché la persona stava già per contattarti e adesso non sa quale numero usare.
4. Niente sorprese
Un vecchio profilo abbandonato, un annuncio di tre anni fa, una pagina con la sede precedente. Non sono gravi in sé: sono rumore nel momento sbagliato.
Il caso peggiore: cercano il tuo nome e non trovano te
Succede più spesso di quanto si creda, e per due ragioni.
Il nome è comune, e altre attività con lo stesso nome occupano tutto. Qui l'unica strada è il contesto: nome più mestiere, nome più zona, ripetuti in modo coerente ovunque.
Il nome commerciale è diverso da quello legale. L'insegna dice una cosa, i documenti un'altra, il sito una terza. Chi cerca quello che ha visto sull'insegna non trova quello che è registrato altrove — ed è un problema che si risolve decidendo quale nome è quello pubblico e usando sempre lo stesso.
L'errore che vedo più spesso
Non aver mai fatto quella ricerca.
Sembra banale, e quasi nessuno l'ha fatta davvero: cercare il proprio nome da un dispositivo pulito, senza essere collegato ai propri account, e guardare quella schermata come la guarderebbe un estraneo.
Chi la fa trova quasi sempre almeno una cosa che non sapeva: un profilo dimenticato, un orario sbagliato, una vecchia sede, un numero che non è più il suo.
Cosa fare oggi, in dieci minuti
- Cerca il tuo nome da una finestra anonima, senza essere collegato.
- Guarda i primi cinque risultati: quanti li controlli tu?
- Apri la scheda: orari, foto, ultima recensione. Cosa dicono di te?
- Cerca il nome dell'insegna e poi quello legale: portano allo stesso posto?
- Segna la cosa più vecchia che compare. Quella è il primo lavoro.
Domande frequenti
Devo preoccuparmi se sopra al mio sito compaiono i portali? Se sono portali su cui sei presente e aggiornato, non è un problema. Lo diventa quando portano informazioni sbagliate o quando il tuo sito non si capisce quale sia. In quel caso il lavoro non è «superarli»: è rendere evidente qual è quello ufficiale.
Cosa faccio con un vecchio profilo che non riesco più a gestire? Prima si prova a rivendicarlo, quasi tutti i servizi seri lo permettono. Se non si può, si segnala la correzione. Se nemmeno quello, si rafforzano le fonti che controlli, così quella pesa meno.
Vale la pena curare questa ricerca se ho pochi clienti da passaparola? Vale ancora di più. Se il passaparola è il tuo canale principale, quella schermata è l'unico punto in cui il passaparola può rompersi — e si rompe in silenzio.
Cosa resta fuori. Puoi controllare che tutto funzioni. Non puoi sapere dove si ferma chi non ti conosce: serve seguire il percorso intero dall'esterno — dalla ricerca al contatto — e segnare in quale passaggio le persone smettono di andare avanti.
Questo articolo ti fa guardare il sito con occhi diversi. Il Report di Presenza Digitale guarda il percorso intero: dove si interrompe, e da dove conviene ripartire.
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