ChatGPT, AI e ricerca generativa

Si può «entrare» nelle risposte di un assistente? Cosa controlli e cosa no

Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna

In breve: no, non si può ordinare a un assistente di consigliarti, e non esiste una posizione da comprare. Ma «non si può fare niente» è altrettanto falso. C'è una linea netta fra quello su cui si può intervenire e quello che nessuno controlla — e conoscerla è l'unico modo per non farsi vendere una promessa che non si può mantenere.

La risposta scomoda, prima di tutto

Non esiste un «primo posto su ChatGPT».

Non c'è una classifica, non c'è un pannello, non c'è un pacchetto. Un modello può rispondere in modo diverso a domande simili, può cambiare comportamento, può usare fonti diverse.

Quindi chi ti dice:

«Ti porto primo su ChatGPT.»

sta promettendo una cosa che non controlla. Non è necessariamente in malafede: sta semplificando enormemente qualcosa che non ha in mano.

La tabella che evita le promesse false

È il modo più chiaro di tenere la linea. Due colonne, e va tenuta a mente ogni volta che qualcuno propone qualcosa.

Puoi intervenireNon controlli
le informazioni pubbliche su di tela domanda che farà l'utente
la coerenza fra le fontiil contesto della conversazione
la chiarezza del sitoquale sistema sta usando
le prove: recensioni, lavori, fonti che ti nominanola risposta generata
le pagine dei serviziil fatto che cambi la settimana prossima
quello che di vecchio è rimasto in giroquali fonti il sistema deciderà di usare

Tutta la colonna di sinistra è lavoro vero. Tutta quella di destra è fuori dalle mani di chiunque.

Cosa si può fare davvero, in concreto

Le fonti

Le informazioni pubbliche sulla tua attività devono essere corrette e complete. Google, per la ricerca locale, raccomanda profili completi e accurati. Fonte: Google Business Profile — posizionamento locale

La coerenza

Nome, servizi, zona e posizionamento non devono cambiare da un canale all'altro. È il fattore che pesa di più, perché un sistema che trova versioni diverse ne sceglie una — e potrebbe non essere la tua.

Le prove

Recensioni reali, lavori, contenuti, fonti che ti nominano. Non servono a «convincere» un modello: servono a esistere in modo verificabile.

Il sito

Deve dire chiaramente chi sei, cosa fai, dove operi, per chi e come ti si contatta. Se una persona fatica a capirlo, anche un sistema fatica.

La promessa seria e quella falsa

Falsa: «Ti facciamo comparire garantito nelle risposte.» Seria: «Rendo la tua attività più facile da capire e da verificare.»

Non è una sfumatura di linguaggio. È la differenza fra vendere una cosa che non si controlla e vendere un lavoro che si può fare e si può mostrare.

E ha un vantaggio pratico: il secondo lavoro serve comunque. Anche se domani i sistemi cambiassero completamente, un'attività più chiara e più coerente resta più chiara e più coerente — per Google, per gli assistenti e per le persone.

Del resto Google, per le proprie funzionalità generative, dichiara che restano rilevanti le fondamenta di sempre, senza checklist separate. Fonte: Google Search Central

Pensa come chi cerca

Se una persona chiedesse:

«Qual è un buon [tuo mestiere] a [zona] per [situazione]?»

quali informazioni servirebbero per poterti proporre? Il servizio, la zona, la specializzazione, qualche prova, un sito che conferma.

Se queste cose esistono e sono reperibili, sei proponibile. Se non esistono o si contraddicono, non sei escluso da qualcuno: sei difficile da ricostruire.

Cosa fare oggi, in dieci minuti

  1. Copia la tabella a due colonne e riempila per la tua attività.
  2. Guarda la colonna di sinistra: qual è la voce messa peggio?
  3. Controlla se le informazioni su di te si contraddicono fra due fonti.
  4. Cerca la cosa più vecchia che compare col tuo nome.
  5. La prossima volta che qualcuno ti propone qualcosa sull'AI, chiedi: in quale delle due colonne sta?

Domande frequenti

Allora non serve fare niente sull'AI? Serve, ma non è un lavoro separato. È rendere corretta, completa e coerente la realtà pubblica della tua attività — che è la stessa cosa che serve a chi ti cerca su Google.

Se un concorrente compare e io no, lui cosa ha fatto? Spesso niente di specifico: ha più materiale pubblico, o più coerente, o più fonti che lo nominano. Non c'è quasi mai una tecnica dietro.

Come faccio a sapere se sta migliorando? Rifacendo le stesse domande a distanza di mesi e annotando. Non c'è una misura ufficiale, quindi il confronto nel tempo è l'unica cosa onesta che si possa guardare.

Cosa resta fuori. Puoi vedere cosa risponde oggi. Non puoi risalire da solo a da dove ha preso quell'idea: le informazioni che un assistente mette insieme stanno sparse in fonti pubbliche diverse, e trovare quale delle due contraddittorie sta vincendo richiede di guardarle tutte.


Questo articolo ti dà il metodo per fare il test da solo. Il Report di Presenza Digitale lo fa sulla tua attività: cosa trovano i sistemi, cosa è corretto, cosa manca e cosa non torna.

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