ChatGPT, AI e ricerca generativa

Come fa un assistente a scegliere quali attività consigliare

Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna

In breve: non funziona come una classifica. Non c'è un elenco di aziende ordinate per merito, e non c'è una formula del tipo «fai queste sette cose e ti nomina». C'è una cosa più banale e più utile da sapere: il sistema può proporre quello che riesce a ricostruire. Se di te la realtà pubblica dice poco o dice cose diverse, sei difficile da proporre.

Qui si parla dei criteri, non del percorso. Cioè: cosa pesa quando un assistente deve consigliare qualcuno. Il meccanismo — come una domanda diventa una risposta, passo per passo — è raccontato in come un assistente arriva a parlare della tua attività. Sono due tagli sullo stesso oggetto: questo è cosa conta, quello è come funziona.

Cosa NON è

Vale la pena togliere subito le tre idee sbagliate, perché sono quelle su cui si vende di più:

  • Non c'è una posizione. Non esiste un «primo posto» da conquistare o da comprare.
  • Non c'è una formula pubblica. Chi ti dice «bastano queste sette cose» sta semplificando qualcosa che non controlla.
  • Non c'è stabilità. La stessa domanda può dare risposte diverse in giorni diversi, con parole diverse, con contesti diversi.

Chiunque prometta «ti porto primo su ChatGPT» sta promettendo una cosa che non è nelle sue mani.

Cosa conta, allora

Il modo prudente e utile di ragionare è partire da quello che un sistema può incontrare quando cerca di capire chi sei:

  • il tuo sito;
  • le informazioni locali — la scheda, la mappa;
  • le recensioni;
  • le fonti che ti nominano: associazioni, elenchi, stampa, portali di settore;
  • contenuti che parlano di te o che hai scritto tu.

Non sono cose esotiche. Sono la realtà pubblica della tua attività — quella che serve anche a una persona che ti sta valutando.

Il concetto che serve: essere comprensibile

Un sistema che deve parlare di te deve poter ricostruire sei cose:

Da dove esce il ritratto

Esempio Domanda, risposta e fonti sono inventate. Serve a far vedere da dove arriva quello che un assistente dice, non a riprodurre una risposta vera.

Una persona chiede «Mi consigli un idraulico a Bologna che venga anche di sabato?»

L'assistente risponde

Puoi provare con Termoidraulica Valdinoce, che nelle recensioni viene descritta come disponibile nei fine settimana, o con Impianti Bramante, che indica l'apertura il sabato mattina.

Da dove l'ha ricavato

  • La scheda sulla mappa orari, categoria, zona
  • Le recensioni le parole che usano i clienti: «sabato», «in giornata»
  • Il sito che mestiere fai, e per chi
  • Chi ti nomina altrove elenchi, articoli locali, pagine di settore

E qui perché Idraulica Sanpietro non è stata nominata

  • sul sito «impiantistica civile e industriale»
  • sulla scheda «riparazioni»
  • su un elenco «manutenzioni»
  • sul sabato non lo dice nessuna delle tre

Nessuna di queste è sbagliata. Messe insieme non fanno una descrizione sola, e la domanda chiedeva una cosa che nessuna fonte dichiara.

Non è una classifica e non c'è una penalizzazione: molte fonti entrano, una sola descrizione esce. Quando le fonti si contraddicono il sistema ne sceglie una — e quando nessuna risponde alla domanda fatta, sceglie qualcun altro.

Se queste sei cose sono chiare e concordi fra le fonti, il ritratto viene nitido. Se si contraddicono, il sistema ne sceglie una — e non è detto che sia quella che avresti scelto tu.

Ed è il motivo per cui la coerenza conta più di qualunque tecnica: non è un consiglio di ordine, è la differenza fra essere ricostruibile e non esserlo.

Un esempio, e lo dichiaro ipotetico

Il sito dice «studio di consulenza fiscale per piccole imprese». La scheda Google dice «consulente». Un portale di settore dice «commercialista». Una vecchia pagina, ancora online, offre un servizio che non fai più da tre anni.

Nessuna di queste è falsa. Messe insieme, però, descrivono quattro cose leggermente diverse — e chi deve ricostruire chi sei ha davanti un profilo sfocato.

Non è che verrai «escluso». È che sei più difficile da proporre di un concorrente su cui tutte le fonti diciamono la stessa cosa.

Il controllo delle tre fonti

Il più utile e il più veloce.

Prendi tre fonti pubbliche importanti su di te — sito, scheda, e una terza qualsiasi. Per ognuna scrivi:

nome · categoria · servizi · zona · descrizione · contatti

Se sembrano tre aziende diverse, hai già trovato il lavoro. E non è un lavoro «per l'AI»: è lo stesso che serve a chi ti cerca su Google e a chi ti chiede a un amico.

La cosa che non puoi controllare, e va accettata

Non puoi decidere cosa risponderà un sistema. Puoi decidere quanto è chiara la realtà che quel sistema può trovare.

Google, per le proprie funzionalità di ricerca generativa, dichiara che restano rilevanti le fondamenta di sempre — contenuti originali, utili, affidabili, con una struttura chiara — e non indica scorciatoie separate. Fonte: Google Search Central

E per le informazioni sulle attività locali, dichiara di raccogliere da più fonti: contenuti pubblici, dati di terze parti, contributi degli utenti e informazioni dei proprietari. Fonte: Google — da dove arrivano le informazioni sulle attività locali

Messe insieme: il lavoro che serve qui è lo stesso che serve altrove. Non c'è un secondo sito da costruire.

Cosa fare oggi, in dieci minuti

  1. Scrivi le sei cose — chi sei, cosa fai, dove, per chi, quali prove, come si arriva a te.
  2. Aprile tre fonti pubbliche su di te e confrontale.
  3. Segna dove non combaciano.
  4. Cerca la cosa più vecchia che compare col tuo nome.
  5. Fai una domanda a un assistente senza il tuo nome, e guarda chi nomina.

Domande frequenti

Più recensioni significa comparire di più? Non esiste una regola pubblica che lo dica, e chi la enuncia sta indovinando. Le recensioni contano come prova e come materiale che descrive la tua attività — il che è già una buona ragione, senza inventarne altre.

Devo scrivere contenuti «per l'AI»? No. Se un'informazione serve a un sistema serve anche a una persona: allora va scritta dove una persona la cercherebbe, con le parole che userebbe lei.

Come faccio a sapere se sta funzionando? Rifacendo le stesse domande a distanza di tempo e confrontando. Il valore non sta nella risposta di oggi: sta nella differenza fra due date.

Cosa resta fuori. Puoi vedere cosa risponde oggi. Non puoi risalire da solo a da dove ha preso quell'idea: le informazioni che un assistente mette insieme stanno sparse in fonti pubbliche diverse, e trovare quale delle due contraddittorie sta vincendo richiede di guardarle tutte.


Questo articolo ti dà il metodo per fare il test da solo. Il Report di Presenza Digitale lo fa sulla tua attività: cosa trovano i sistemi, cosa è corretto, cosa manca e cosa non torna.

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