Google, Maps e presenza locale

Orari, telefono, foto: le informazioni piccole che fanno il danno grande

Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna

In breve: sono dettagli, e le conseguenze non lo sono. Un orario sbagliato non fa perdere un cliente indeciso: fa arrivare un cliente deciso davanti a una porta chiusa — cioè trasforma la persona più motivata che avevi in una persona arrabbiata. Sono i quattro errori che costano di più per quanto poco costa evitarli.

Perché pesano più di quanto sembri

Chi ti sta valutando non conosce la tua organizzazione. Conosce quello che trova davanti.

Se la scheda dice che sei aperto e trova chiuso, non pensa «avranno avuto un imprevisto». Pensa che l'informazione fosse sbagliata — e da lì mette in dubbio anche il resto.

È il motivo per cui questi quattro non sono manutenzione ordinaria: sono le uniche cose della scheda che possono interrompere un percorso già arrivato in fondo.

Google raccomanda di mantenere aggiornati indirizzo, orari, contatti, categoria e foto proprio per aiutare i clienti a sapere cosa offre un'attività e quando possono visitarla. Fonti: Google Business Profile — posizionamento locale · gestione del profilo

1. Gli orari — il più grave

Non gli orari normali: quelli li aggiornano quasi tutti.

Gli orari speciali. Festivi, chiusure straordinarie, ferie, orari ridotti, il giorno di chiusura cambiato. C'è un campo apposta, ed è quello che nessuno tocca.

La beffa è che sono proprio i giorni in cui il cliente ha più bisogno dell'informazione: il 15 agosto, il lunedì di Pasqua, il ponte. Chi sbaglia il campo degli orari speciali una volta l'anno lo paga più di chi ha una scheda mediocre per dodici mesi.

2. Il telefono — e va provato, non guardato

Il controllo è ridicolo e quasi nessuno lo fa: chiama il numero che c'è sulla scheda, da un altro telefono.

Non guardarlo per verificare che sia giusto. Chiamalo. Scopri in dieci secondi se risponde qualcuno, se squilla a vuoto, se è il numero di prima, se la segreteria dice ancora il nome vecchio.

E provalo nell'orario in cui ti cercano, non alle dieci del mattino quando sei in ufficio.

3. Le foto — devono rispondere a una domanda

Le immagini non servono a essere belle: servono a rispondere a cosa troverò se ci vado?

Le quattro cose che una persona cerca di capire:

  • dove si trova — l'esterno, l'ingresso, come si riconosce;
  • che aria tira — l'interno, com'è messo;
  • cosa fate — il prodotto, il lavoro finito;
  • com'è adesso — non nel 2019.

Attenzione: E una cosa che sfugge: sulla scheda compaiono anche le foto dei clienti, perché Google raccoglie informazioni da più fonti, compresi i contributi degli utenti. Fonte: Google — da dove arrivano le informazioni sulle attività locali

Quindi l'immagine della tua attività non la decidi solo tu. Se le tue sono vecchie e le loro sono di ieri, vincono le loro.

4. Servizi e descrizione — nella lingua di chi cerca

L'ultimo, e il più sottile: le parole.

Se la descrizione usa termini interni all'azienda — nomi di listino, categorie fiscali, abbreviazioni — è chiara solo a chi già lavora lì. Chi cerca usa altre parole, e con quelle non ti trova.

Il controllo: leggi la tua descrizione a qualcuno che non sa cosa fai. Se deve chiedere chiarimenti, l'hai scritta per te.

Il controllo di coerenza, che li lega tutti e quattro

Le stesse quattro informazioni compaiono in più posti, e devono combaciare:

GoogleSitoSocialAltro
Nome
Telefono
Orari
Servizi

Se una riga ha quattro risposte diverse, il problema non è estetico: chi legge non sa quale sia quella vera, e la scelta più comoda diventa non provare.

Cosa fare oggi, in dieci minuti

  1. Apri gli orari speciali del prossimo mese sulla scheda. Sono giusti?
  2. Chiama il tuo numero da un altro telefono, nell'orario in cui ti cercano.
  3. Guarda la data dell'ultima foto tua, e confrontala con quelle dei clienti.
  4. Fai leggere la tua descrizione a qualcuno che non sa cosa fai.
  5. Compila la tabella di coerenza per nome e telefono.

Domande frequenti

Quanto spesso vanno aggiornati gli orari? Non a scadenza: quando cambia qualcosa, e prima dei periodi in cui cambiano — festività, ferie, cambi di stagione. È l'unico campo che vale la pena guardare col calendario in mano.

Devo caricare molte foto? Meglio poche che rispondono alle quattro domande, aggiornate, che venti tutte uguali. La quantità non compensa una galleria che non fa capire dove si entra.

Se il sito e la scheda dicono cose diverse, quale correggo? Tutte e due, e prima si decide qual è la versione giusta. Correggerne una sola sposta il problema senza risolverlo: chi legge continua a trovare due versioni.

Cosa resta fuori. Puoi controllare che le tue informazioni siano giuste. Non puoi sapere se sono migliori di quelle di chi ti sta accanto nel momento in cui una persona sceglie: per saperlo bisogna guardare le stesse ricerche che farebbe lui, in ordine, e mettere i risultati uno vicino all'altro.


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