Backlink locali: la domanda giusta non è quanti, è chi
Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna
In breve: un collegamento verso il tuo sito non vale perché esiste. Vale se arriva da un posto che ha una ragione vera di nominarti. La domanda «quanti backlink mi servono?» non ha risposta, ed è il modo più rapido per farsi vendere qualcosa di inutile. La domanda che ha risposta è: chi, nella mia zona o nel mio settore, avrebbe motivo di parlare di me?
Non è l'articolo sulle menzioni. Qui si parla dei collegamenti: dove nascono, quali hanno senso per un'attività locale e perché comprarli non porta niente. Se invece la domanda è che differenza c'è fra essere nominati, essere elencati ed essere collegati, la risposta sta in menzioni, citazioni e link.
Cos'è un collegamento, senza gergo
Un backlink è semplicemente un altro sito che mette il tuo indirizzo dentro una sua pagina. Un'associazione che ti elenca fra i soci, un giornale locale che ti nomina in un articolo, un fornitore che ti mette fra i rivenditori, un ente che pubblica l'elenco dei partecipanti a un'iniziativa.
Sono cose che nascono da relazioni che esistono già. È per questo che l'idea di «costruire backlink» come attività a sé stante è quasi sempre l'inizio di uno spreco: si va a cercare in astratto una cosa che nella realtà si crea da sola quando c'è un motivo.
Perché la quantità non è la misura
Google, fra i fattori del posizionamento locale, nomina anche l'evidenza — la notorietà dell'attività — e indica fra gli elementi che possono contribuire anche i collegamenti da altri siti. Ma dichiara anche, senza ambiguità, che non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore. Fonte: Google Business Profile — posizionamento locale
Le due cose insieme dicono una cosa sola: i collegamenti contano come segnale di qualcosa di reale, non come punteggio da accumulare. Cento link comprati da siti che non hanno nulla a che fare con te non descrivono un'attività conosciuta: descrivono qualcuno che ha comprato cento link.
E c'è un secondo motivo, più concreto e meno teorico: un link buono porta persone. Se un'associazione di categoria ti elenca, qualcuno ci clicca davvero. Se un sito senza lettori ti elenca, non ci clicca nessuno — e allora quel link non stava facendo niente nemmeno prima.
Dove nascono davvero, per un'attività locale
Sono meno di quanto si pensi, e sono tutte cose che si possono fare davvero:
- Associazioni di categoria e consorzi a cui sei iscritto. Spesso c'è un elenco soci, e spesso la tua riga è incompleta.
- Fornitori e produttori: molti hanno una pagina «dove trovarci» o «rivenditori autorizzati». È il link più facile e il più dimenticato.
- Stampa locale, quando c'è una ragione vera: un'apertura, un'iniziativa, una collaborazione.
- Enti, comuni, scuole, quando partecipi a qualcosa.
- Partner e collaborazioni: chi lavora con te può nominarti, e viceversa.
- Fiere ed eventi a cui partecipi: l'elenco degli espositori è pubblico.
Nessuna di queste richiede di comprare niente. Tutte richiedono di chiedere, che è la parte che non si fa.
La regola per capire se un link ha senso, prima di cercarlo
Una sola domanda, e funziona sempre:
Se un mio cliente vedesse il mio nome su quel sito, penserebbe qualcosa di buono?
Se la risposta è sì, il link ha senso. Se la risposta è «non saprei nemmeno cos'è quel sito», non ha senso — e non lo acquista nemmeno il fatto che sia gratis.
L'errore più caro, e non è di soldi
Comprare pacchetti di collegamenti è l'errore visibile. Quello meno visibile e più diffuso è un altro: passare mesi a inseguire link e non chiedere mai quelli che si avrebbero già.
Un'attività iscritta a due associazioni, con tre fornitori che hanno una pagina rivenditori e una partecipazione a una fiera l'anno ha già quattro o cinque collegamenti legittimi che non ha mai reclamato. Sono lì, sono gratis, e hanno una ragione vera di esistere.
Gli errori che vedo più spesso
- Comprare link da siti senza nessuna relazione col mestiere.
- Cercare la quantità invece di guardare da dove arriva.
- Scambi incrociati fra siti che non c'entrano niente l'uno con l'altro.
- Non aver mai controllato la propria riga nell'elenco soci dell'associazione a cui si paga la quota da anni.
- Chiedere un link senza dare una ragione per pubblicarlo. Un link nasce da qualcosa che è successo, non da una richiesta.
- Ignorare le menzioni senza link: un giornale che ti nomina senza collegamento ha comunque parlato di te, e spesso basta chiedere.
Cosa fare oggi, in dieci minuti
- Fai l'elenco delle associazioni, consorzi e fornitori con cui hai un rapporto vero.
- Per ognuno, cerca se ha una pagina con l'elenco dei soci o dei rivenditori.
- Controlla se ci sei, e se il tuo nome e indirizzo sono giusti.
- Segna quelli dove manchi o sei sbagliato: sono le prime richieste da fare.
- Cerca il tuo nome fra virgolette e guarda chi ti ha nominato senza collegarti.
Il quinto punto è quello che dà più risultati con meno lavoro.
Domande frequenti
Quanti backlink servono per un'attività locale? Non esiste un numero, e chi te ne dà uno sta indovinando. Quello che si può dire: pochi collegamenti da fonti che hanno una ragione vera di nominarti valgono più di decine raccolti a caso, anche perché i primi portano persone.
Le directory generiche servono? Poche e pertinenti, sì — soprattutto quelle di settore o di territorio dove i clienti cercano davvero. Iscriversi a cinquanta directory generiche crea soprattutto un problema: cinquanta fonti in più da tenere allineate quando cambi un numero.
È un lavoro che si può fare da soli? La parte che conta, sì. Chiedere a un'associazione di correggere la propria riga o a un fornitore di essere inserito fra i rivenditori non richiede nessuna competenza tecnica: richiede di ricordarsene.
Cosa resta fuori. Il controllo qui sopra guarda una pagina, o una ricerca. Non dice se il quadro d'insieme regge: se le pagine si pestano i piedi fra loro, se le informazioni si contraddicono da una fonte all'altra, e in quale punto della catena si perde più gente.
Questo articolo ti fa fare il primo controllo da solo. Il Report di Presenza Digitale fa il passo dopo: guarda la tua attività, con le evidenze e l'ordine in cui conviene muoversi.
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Da leggere dopo
- Menzioni, citazioni e link: cosa rende riconoscibile un'azienda — le menzioni senza collegamento
- Nome, indirizzo e telefono: perché la coerenza conta — ogni nuova fonte è una da tenere allineata
- Perché la tua attività non compare su Google Maps — dove entra l'evidenza
- Quando un cliente cerca il nome della tua azienda
Fonti
- Google Business Profile — Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati locali