Come funziona la ricerca

Quando due pagine del tuo sito si fanno concorrenza fra loro

Daniele Balzano — Nocri Lab, Bologna

In breve: avere due pagine sullo stesso argomento non raddoppia le probabilità di comparire. Quando due pagine rispondono alla stessa domanda con le stesse parole, nessuna delle due ha una ragione per essere quella giusta — e il risultato più comune è che vanno peggio di quanto sarebbe andata una sola fatta bene.

Non è un problema di duplicati

C'è un equivoco da togliere subito: non stiamo parlando di testo copiato. Due pagine possono essere scritte con parole completamente diverse e fare comunque concorrenza, perché rispondono alla stessa domanda.

Il criterio non è la somiglianza del testo. È l'intenzione:

Se una persona cerca una cosa sola, e sul mio sito ci sono due pagine che dicono di rispondere a quella cosa — quale delle due deve vincere?

Se non sai rispondere tu, che il sito ce l'hai, non può saperlo nessun altro.

Come nasce, e nasce quasi sempre allo stesso modo

Non nasce da un errore. Nasce dalla crescita.

Si scrive una pagina servizio. Passa un anno, si scrive un articolo sullo stesso tema perché «fa contenuto». Passa un altro anno, si fa una pagina per una città. Nessuno dei tre momenti è sbagliato preso da solo: il risultato messo insieme sì.

La seconda causa, più subdola: le varianti di keyword. «Riparazione caldaie», «assistenza caldaie», «manutenzione caldaie» sembrano tre parole diverse — ma dietro c'è quasi sempre una sola persona con un solo problema. Tre pagine per tre sinonimi sono tre pagine per un intento.

Come si riconosce, con quello che hai già

Non serve nessuno strumento a pagamento.

In Search Console. Guarda le query più importanti e, per ognuna, quale pagina viene mostrata. Se per la stessa ricerca Google mostra prima una e poi un'altra, alternandole nel tempo, quella è l'indicazione più chiara che esista: significa che nemmeno lui sa quale sia la principale.

A mano. Cerca sul tuo sito la stessa domanda in due o tre formulazioni. Se escono pagine diverse che promettono la stessa cosa, hai trovato.

La prova più semplice: apri le due pagine affiancate e copri i titoli. Riesci a dire quale è quale? Se no, il lettore nemmeno.

Le tre cose da fare, in ordine di preferenza

1. Unire

Quasi sempre la migliore. Due pagine mediocri diventano una pagina che risponde per intero, e la seconda rimanda alla prima. Si perde un indirizzo e si guadagna un contenuto che regge.

Attenzione: Il vecchio indirizzo non si spegne: si fa in modo che porti al nuovo. Chi ci arriva da un collegamento vecchio deve trovare qualcosa.

2. Differenziare davvero

Ha senso solo se le due pagine servono a due momenti diversi: una spiega, l'altra fa scegliere. Allora si riscrivono per stare ognuna nel proprio momento, e si collegano fra loro.

Da non fare: Non vale differenziare cambiando i sinonimi. Se la domanda del lettore è la stessa, il problema resta.

3. Decidere quale è la principale

Quando non si può unire, si sceglie la pagina che deve vincere, la si rende la più completa, e si fa in modo che le altre puntino a lei invece di competerle.

Perché «tanto più pagine ci sono, meglio è» è falso

Google, per le sue funzionalità di ricerca, ribadisce che restano rilevanti le fondamenta: contenuti originali, utili e affidabili, non la quantità. Fonte: Google Search Central

Il che, tradotto: dieci pagine che dicono la stessa cosa non valgono dieci volte una. Valgono meno di una fatta bene, perché dividono invece di sommare — l'attenzione di chi legge, i collegamenti che ricevi, e la chiarezza di cosa sia la pagina di riferimento.

Gli errori che vedo più spesso

  • Tenere entrambe perché «non si sa mai».
  • Cancellare la perdente senza far portare il suo indirizzo da qualche parte: chi ci arriva trova il nulla.
  • Differenziare cambiando i sinonimi, che non cambia l'intento.
  • Creare una pagina nuova invece di migliorare quella che c'è già — è la causa numero uno del problema.
  • Non guardare mai i link interni: due pagine in concorrenza spesso ricevono link a caso ora dall'una ora dall'altra, e quello peggiora la confusione.

Cosa fare oggi, in dieci minuti

  1. Scrivi le tre domande principali a cui il tuo sito deve rispondere.
  2. Per ognuna, cerca sul tuo sito: quante pagine dicono di rispondere?
  3. Se sono più di una, aprile affiancate e copri i titoli.
  4. Decidi quale deve vincere. Anche solo deciderlo è metà del lavoro.
  5. Guarda in Search Console se per quella ricerca Google alterna due pagine.

Domande frequenti

Se cancello una pagina perdo il posizionamento? Perdi quello che aveva quella pagina, ed è il motivo per cui unire è quasi sempre meglio di cancellare: il contenuto migliore confluisce nella pagina che resta, e il vecchio indirizzo porta lì. Cancellare e basta è la scelta che costa di più.

Un articolo del blog può fare concorrenza a una pagina servizio? Sì, ed è la coppia più comune. Di solito si risolve tenendo l'articolo su «capire il problema» e la pagina servizio su «risolverlo», e collegandoli — non lasciando che promettano la stessa cosa.

Come faccio a saperlo senza strumenti a pagamento? Search Console basta per il segnale più importante — se Google alterna le pagine per la stessa ricerca. Per il resto bastano gli occhi: due pagine affiancate senza titoli dicono quasi tutto.

Dove questo controllo si ferma. Una ricerca alla volta dice poco: le persone arrivano da decine di formulazioni diverse, e quello che manca non è quasi mai la ricerca a cui hai pensato tu. L'insieme — per cosa compari, per cosa no, e quali di quelle mancanti valgono davvero qualcosa — non si ricostruisce cercando a mano.


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